Serata dedicata – ROMANIA

Proseguendo il volo ideale sul Mediterraneo lo staff del Revel sarà lieto di ospitarvi per una nuova serata dedicata alla ROMANIA “Ultima stravagante figlia di Roma”.

GIOVEDì 26 GENNAIO, ORE 20.30.

MENU:

Antipasti

Roşii umplute cu salată de castraveţi (Pomodori ripieni con insalata di cetrioli)

Salată de vinete tocate (Paté di melanzane)

Primo

Ciorbă ţăraneasca (Zuppa contadina)

Secondi

Pulpe de pui cu busuioc (Cosce di pollo con basilico)

Salată de varză cu smîntîna (Insalata di verza con panna acida)

Dessert

Prăjitură cu stafide şi migdale (Dolce con uvetta e mandorle)

Vino – Caffè – Amaro

Riflessioni con:

Miriana Ronchetti e Luca Spinelli

su:

Mihai Eminescu, Tudor Arghezi, Tristan Tzara, Eugen Ionescu, Eugen Jebeleanu, Olga Karasso

INFO e PRENOTAZIONI  Via G. Thaon di Revel, 3 – 20159 Milano – Tel.: 02-683185

__________

Penetrato lo spirito del volubile Mediterraneo - per vene occulte di terra e aria tra gelide impervie montagne e laghi fatati e tenebrosi boschi e immense distese di campi e miseri asserviti villaggi – in indomabili stoiche anime di donne e uomini che danzando continuano a cantare i frutti della Creazione. Crocevia nell’urlo senza requie di guerriere orde sguazzanti di vita sulle rive del maestoso Danubio e dell’imperscrutabile Mar Nero, altra umana tragedia in replica di chi, scordati antichi linguaggi e divinità, scordati i sogni di onnipotenza dei geti/daci Burebista e Decebalo e del persiano Dario I del divino macedone Alessandro, divenuta fiera perla di romanità, nell’accerchiamento un giorno di slavi e magiari determinati a trasformarne l’anima ribelle, offre alla platea del mondo sotto mirabolanti travestimenti delle trasgressive più geniali intuizioni di magnifici poeti… scrittori… artisti…la sua sofferta incomunicabile verità.

Olga Karasso

…Che cosa sapeva l’occidente sulla storia e sull’arte dell’Europa orientale? Sulla Romania in modo speciale? Niente o quasi. Sulle sue origini in era pre-paleolitica? Sui Sarmati Goti Unni Gepidi Avari? Sull’antichissima Dacia? Sulla lotta tra i daci e i romani? Sull’influenza esercitata dai Romani? Sul mondo ellenico? Rispetto agli italiani, i romeni potevano a pieno titolo vantarsi di essere gli unici reali discendenti degli antichi latini. …

(da I treni di Alina di Olga Karasso)

Ho levato il vecchio sogno dalla scatola come tu levi un cappello/ quando ti prepari col vestito con molti bottoni/ come levi la lepre per le orecchie/ quando torni da caccia/ come scegli un fiore fra le male erbe/ e l’amico fra i cortigiani./ Guarda cosa m’è capitato/ quando scese la sera leggera come un bruco/ buona per molti come rimedio, quando mi accendo nell’anima/ un fuoco di frasche/ mi corico. Il sonno è un giardino delimitato dal dubbio/ non sai che cosa è vero, che cosa no/ ti sembra un ladro e spari/ poi ti dicono che era un soldato/ per me fu proprio così/ per questo ti ho chiamato per farmi dire – senza errore/ che cosa è vero – che cosa no.

(Dubbi di Tristan Tzara – Traduzione di Ida Garzonio)

Dimentico dell’Utopia platonica dei Filosofi al Potere e della Dialettica dell’Educazione del saggio mentore Aristotele, nella disperata sua ricerca dell’Albero della Vita, non fu il divino Alessandro, figlio di Olimpiade principessa dell’Epiro e di un mascherato Zeus o dio egizio, a offrire nel bagno di sangue dei vinti doni di conoscenza a queste arcaiche valorose tribù di traci o daci o geti che, nel gioco del tempo, corrotte per vie sotterranee dal Mediterraneo al servizio di Roma, inumando nelle piazze la lingua degli dèi dell’Olimpo del dio Zalmoxis, si sarebbero in un futuro lontano proclamate – tra accerchianti urla di slavi e magiari – latine più dei romani?

…La nostra storia è dove è Roma… e Francia è la nostra amante…

Libertà… miraggio di inafferrabili Rom in eterna odissea. …Il Conte impalatore Dracula Vlad III di Valacchia… Narrarono terra di Celti… Traci… Geti/Daci e di dominazione o passaggio di Elleni… Persiani… Romani… Bizantini… Iasi… Eruli… Goti… Longobardi… Sassoni…Unni… Gepidi… Avari… Proto-bulgari… Blachi… Tartari… Mongoli… Magiari… Siculi… Ebrei… Armeni… Greci… Rom… Ottomani… Tedeschi… Austriaci… Russi… Dai boschivi Carpazi e ventri chinati sui campi e vicoli di poveri villaggi lungo il Danubio non si udirono forse e non si odono sollevarsi alla Vita le note appassionate di un remoto inestinto dolore incatenato? …Rapsodiile Romîne… Chi questo grandioso musicista George Enescu che nostalgico immortala il fuoco del folclore autoctono? …E chi, quale moderno Fidia e Prassitele, questo Constantin Brancusi -giunto a piedi sino a Parigi- che come un dio greco scolpisce la materia cercandone l’essenza più primitiva che ne sprigioni l’energia? …E chi l’inquieto giovane dadaista e surrealista Tristan Tzara? …E chi ancora Eugen Ionescu con il suo Teatro dell’Assurdo che gli fa dire « La Commedia Umana non mi assorbe abbastanza. Non appartengo interamente a questo mondo. » E chi queste centinaia migliaia di folli viaggiatori astrali a raccontare l’altrove trionfo dei desideri più arditi di uomini mai liberi?…